La storia di Pugnochiuso ha inizio negli anni Sessanta, quando l’allora presidente dell’ENI, Enrico Mattei, rimase particolarmente colpito dalle bellezze naturali del territorio comunale di Vieste, nel Gargano. Si racconta che, in un mattino di sole del 1959, Mattei sorvolò la costa viestana a bordo del suo aereo privato e fu immediatamente affascinato dalla sua straordinaria bellezza. Chiese al pilota di effettuare più passaggi, desideroso di ammirare meglio quel paesaggio mozzafiato. Giunto nei pressi di un promontorio che oggi prende il nome di Pugnochiuso, Mattei esclamò: “Ma questo è il paradiso!”

Il nome Pugnochiuso deriva dalla forma del promontorio che osservato in mare aperto assume la forma di un pugno chiuso.
Entusiasta di ciò che aveva visto, tornato a Roma, Mattei non riuscì a togliersi dalla mente quel magnifico angolo di terra e immaginò di realizzare lì una grande struttura turistica. Decise quindi di fare un’offerta al Comune di Vieste, proprietario di una vasta area nell’ambito della località di Pugnochiuso, tenendo conto del valore del terreno, delle colture in esso presenti e delle spese necessarie per liberare i terreni occupati e sistemare le migliorie esistenti.
Così, negli anni successivi, nacque il progetto di Pugnochiuso, un complesso turistico che avrebbe dovuto rispondere all’esigenza di far conoscere e valorizzare il Gargano, una delle zone più suggestive e incontaminate della Puglia. Il villaggio fu inaugurato nell’estate del 1969 e diventò subito una delle mete preferite per i turisti italiani e stranieri, grazie alla sua posizione privilegiata e ai numerosi servizi offerti.
Ma tra le curiosità meno conosciute legate a Pugnochiuso, c’è quella che riguarda Giancarlo Magalli, noto conduttore televisivo, ma anche il primo animatore turistico italiano. Magalli, infatti, iniziò la sua carriera proprio a Pugnochiuso, dove, nel 1969, si congedò dal servizio militare e partì per la Puglia. Il villaggio era grande e ben attrezzato, con due alberghi, bungalow, ville, impianti sportivi e una splendida spiaggia. Ospitava fino a duemila persone e offriva un’infinità di attività, ma c’era un problema: all’inizio, non c’era un team di animazione.
Così, Giancarlo Magalli, completamente da solo, si ritrovò a organizzare ogni momento della giornata, dalle gite in barca alle serate a tema, dai tornei sportivi alle feste in maschera, passando per la creazione di un giornalino del villaggio, che usciva tutte le mattine e veniva distribuito ai duemila ospiti. Ogni giorno, Magalli dava vita a giochi e intrattenimenti di ogni genere, occupando con creatività e passione il tempo degli ospiti che si avvicendavano al villaggio durante l’estate. Quella prima stagione fu un’esperienza estremamente intensa e faticosa, ma anche estremamente gratificante, che segnò l’inizio di una carriera destinata a decollare.
L’esperienza estiva del 1969 si rivelò fondamentale per Giancarlo, che, grazie agli insegnamenti ricevuti durante quella stagione “sperimentale”, riuscì a formare, già l’estate successiva, un vero e proprio team di animatori. L’équipe di Pugnochiuso si arricchì di tredici elementi, tra cui tecnici, istruttori sportivi, animatori per bambini e i cosiddetti “contattisti”, che avrebbero rappresentato il cuore pulsante dell’animazione turistica.



Le attività di animazione si moltiplicarono, con una programmazione che spaziava da giochi per bambini e attività sportive a spettacoli serali, che includevano cabaret, balli e commedie. Pugnochiuso divenne così uno dei centri più importanti per l’animazione turistica in Italia, attirando anche giovani promesse dello spettacolo, che lì fecero i primi passi della loro carriera. Sul palco dell’anfiteatro di Pugnochiuso si esibirono artisti che sarebbero diventati celebrità, come Cochi & Renato, Lino Banfi, i Giancattivi, i Gatti di Vicolo Miracoli, Pippo Franco, Massimo Ranieri e Adriano Celentano.
Proprio questi ultimi si esibirono il 24 Giugno al Cantagiro 1970 con la prima tappa a Pugnochiuso.
L’esperienza di Pugnochiuso fu quindi un trampolino di lancio, non solo per il villaggio stesso, ma anche per l’intero mondo dell’animazione turistica e per le carriere di molti che vi lavorarono.
Nel corso degli anni, il villaggio continuò a crescere e a evolversi, mantenendo sempre la sua attrattiva grazie alla sua posizione incantevole e alla qualità dei servizi offerti, diventando un simbolo del turismo di qualità nel Gargano. La storia di Pugnochiuso è, dunque, una storia di visione, passione e di come un angolo di paradiso abbia saputo trasformarsi in uno dei luoghi più amati del turismo italiano.
